Perchè vogliono farci rottamare i nostri veicoli?


Perchè vogliono farci rottamare i nostri veicoli?

Rottamare il nostro veicolo, è il rischio che si corre di questi tempi a Genova.

Il 31 dicembre 2015 il sindaco di Genova, Marco Doria, ha diramato un ordinanza sindacale atta a bloccare la circolazione di determinati tipi di veicoli. Per vedere l’ordinanza cliccate qui

Questa ordinanza aveva tre scadenze temporali nelle quali varie categorie autovetture non avrebbero più potuto circolare.

Dal 1 febbraio 2016:

È vietata la circolazione nella cosiddetta “zona benzene” con esclusione della Sopraelevata (mappa) dalle 7 alle 19 di tutti i giorni feriali, dal lunedì al venerdì, per:

– Tutti i veicoli adibiti al trasporto persone aventi al massimo 8 posti a sedere oltre il conducente (cat. M1), immatricolati prima del 01/01/1997 (con omologazione precedente a Euro 2)

-Tutti i veicoli commerciali non omologati ai sensi delle Direttive 91/441/CE e/o 93/59/CE e 91/542/CEE (con omologazione precedente a Euro 1)

-Tutti i ciclomotori e motocicli con motore termico a due tempi non omologati ai sensi della Direttiva 97/24/CE e immatricolati prima del 17/06/1999 (con omologazione precedente a Euro 1).

Dal 1 giugno 2016:

-Viene esteso il divieto di circolazione su tutto il territorio comunale dalle 7 alle 19 di tutti i giorni feriali, dal lunedì al venerdì, soltanto ai veicoli adibiti al trasporto persone aventi al massimo 8 posti a sedere oltre il conducente (cat. M1) immatricolati prima del 01/01/1997 (con omologazione precedente a Euro 2).

Dal 1 ottobre 2016:

-Viene esteso il divieto di circolazione nella cosiddetta “zona benzene” con esclusione della Sopraelevata (mappa) dalle 7 alle 19 di tutti i giorni feriali, dal lunedì al venerdì, ai veicoli adibiti al trasporto persone aventi al massimo 8 posti a sedere oltre il conducente (categoria M1) immatricolati prima del 01/01/2001 (con omologazione precedente a Euro 3)

Questa ordinanza per ora è stata diramata una variazione di decorrenza che vede lo slittamento della prima fase al 4 aprile 2016. Per vedere la variazione cliccate qui

Ricordiamo che sono “ovviamente” esenti i mezzi adibiti a servizio pubblico, delle Forza Armate, degli organi di Polizia,dei  Vigili del Fuoco, dei servizi di soccorso, della Protezione Civile e i veicoli targati esteri.

Perchè questa ordindanza che costringerebbe molti cittadini a rottamare il prorio mezzo?

Il comune giustifica questa decisione per via del superamento per 37 giorni dei livelli di PM10 (limite 35 giorni) e nella media annuale di biossido d’azoto. Se volete leggere più nello specifico cliccate qui

Motivo per cui potrebbe ricevere una sanzione da parte della comunità europea e con questa ordinanza spera di pararsi le spalle a discapito del cittadino.

Come mai è stata diramata una variazione di decorrenza al 4 aprile 2016?

Tanti motociclisti e automobilisti si sono subito attivati per contrastare questa ordinanza sindacale.

Vittorio Vernazzano è uno dei promoter di questa “protesta”, il giorno 11 gennaio 2016 organizza una riunione tra i moto club e i Vespa club di Genova, una decina di club sono rappresentati. Ricordiamo che Genova è la città con la più alta percentuale di moto e la più bassa di auto in tutta Italia, per la conformità della nostra città la moto è un’esigenza e soprattutto aiuta a smaltire il traffico in città.

Si decide di chiedere un incontro al sindaco, senza avere mai risposte, dopo di che si decide di partecipare alla prima commissione consiliare sul tema, da spettatori, in data 13 gennaio 2016. In tale sede i consiglieri comunali chiedono che le associazioni di categoria possano essere ascoltate. Prendono parola i vari club, i due assessori firmatari dell’ordinanza, Porcile, assessore alle politiche ambientali, e Dagnino, assessore alla mobilità, dopo di che succede ciò che noi da spettatori non ci saremmo mai immaginati: il 100% dei consiglieri comunali presenti si dimostrano contrari a questa ordinanza, tra gli interventi da segnalare quello del professore Federico Valerio, figura sicuramente contro l’inquinamento ambientale, che analizza l’ordinanza e spiega il perchè dell’inefficacia di tale provvedimento, per leggere le dichiarazioni del prof. Valerio cliccate qui

Una commissione non basta e ci si riaggiorna per il 20 gennaio 2016, ma nel frattempo. il 19 gennaio 2016 tutti i capi gruppo del consilio comunale firmano un documento in cui chiedono la sospensione di questa ordinanza sindacale.

Dal 20 gennaio 2016 al 5 febbraio 2016 ci sono state altre 3 commissioni consiliari. Grazie anche alla protesta di motociclisti e automobilisti si porta la discussione ad un livello più alto, analizzando quali siano i veri problemi dell’inquinamento cittadino e l’inefficenza del servizio pubblico genovese. Vengono sentite tantissime parti chiamate in causa sull’argomento, associazioni, istituzioni e tecnici. I professori Federico Valerio e Valerio Gennaro, l’associazione Italia Nostra, ovviamente contro l’inquinamento, spiegano come questo provvedimento sia un palliativo, I tecnici di città metropolitana (ex provincia) e legambiente invece sono a favore dell’ordinanza “da qualcosa bisognerà pur iniziare”. Nel frattempo il sindaco Marco Doria in un’intervista a Primocanale ammette che il preavviso di un mese è troppo poco e parla di uno slittamento al 4 aprile 2016 (comunicazione ufficiale viene data il 29 gennaio 2016) e sottolinea che “una malattia grave non si cura con un pannicello caldo”, ma cos’è questa ordinanza se non un “pannicello caldo”???
L’inquinamento a Genova è dato da traffico privato, traffico pubblico, riscaldamenti, navi in porto, centrale enel e molto altro. Vengono convocati amministratori di condominio, enel, amt (non perveuti), autorità portuale e arpal, i quali fondalmentalmente parlano di mezzi che protrebbero diminuire drasticamente l’inquinamento cittadina, ma i tempi sono lunghi o addirittura non ancora contemplati. Gli assessori rimangono delle proprie idee. L’assessore Dagnino continua a difendere il trasporto pubblico, dicendo che arriveranno nuovi mezzi, se la regione manterrà le promesse e che gli autobus precedenti alla classificazione euro3 sono muniti di “filtri” (ricordiamo che a Genova girano mezzi pubblici dei primi anni 90 e che l’età media degli autobus è molto elevata). Ma sul calo di corse e utenti e aumento del biglietto dovrebbero ragionare per bene, è sicuramente segno di un servizio inefficente e strapagato che ha allontanato gli utenti dal trasporto pubblico a favore del trasporto privato. L’assessore Porcile continua a ribadire che potrebbero essere ritoccati leggermente orari e mappa, ma che il contenuto dell’ordinanza non cambierà. Le associazioni portano dei tecnici, Andrea Mondatori, tecnico delle centraline di rilevazione, e Luca Capocchiano, ingegnere meccanico, cliccate qui, che nel loro campi spiegano un’altra volta che questa ordinanza è assurda, inutile e iniqua.
Gli sforamenti PM10 e ossidi di azoto non sono da attribuire ai mezzi privati e soprattutto alle 2 ruote.
In questa tabella fatta con dati estratti da Arpal del 2011 (fonte Anemmu in bici a Zena) potrete notare chi fossero i maggiori “produttori” di questi inquinanti, tenendo conto che la tabella tiene conto solo dell’inquinamento da traffico e non di riscaldamenti, navi in porto, enel etc.
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Le associazioni, i consiglieri e altre illustri figure, chiedono che venga studiato il vero motivo dell’inquinamento di Genova e si programmi un vero piano anti inquinamento che parta in primis dai responsabili maggiori, per arrivare in un secondo, solo se ci fosse una vera necessità dopo aver agito in grande, anche a chiedere un sacrificio al cittadino genovese.

Finite le commissioni consiliari e in attesa del testo della nuova ordinanza sindacale, le associazioni motoristiche e Assoutenti (in rappresentanza anche di altre associazioni dei consumatori) si sono riunite il 15 febbraio 2016, decidendo di portare avanti un percorso comune, che porti il comune ad assumersi delle responsabilità e che non colpisca sempre e solo il cittadino, che dovrebbe rottamare il proprio mezzo.

Conclusioni

Sui nostri mezzi abbiamo pagato e continuiamo a pagare tasse, assicurazione e collaudi (che stabiliscono se il nostro mezzo rispetta i parametri per potere circolare o meno). Vogliono farceli rottamare con poco tempo di preavviso e senza giusta causa.

Altri che inquinano molto più dei nostri mezzi (mezzi pubblici, navi, aerei, etc) possono continuare ad inquinare, o per lo meno potranno mettersi in ordine a lungo termine.

Si difendono dicendo che non ci sono fondi per agire sulle fonti d’inquinamento “grandi”, ma il privato, in un periodo di crisi come questo, deve averli?

Ultima osservazione: siete sicuri che il consumismo inquini meno?

Vespa, Genova e la risonanza mediatica a livello internazionale

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I vespisti sono stati i primi a protestare contro questa ordinanza sindacale, lanciando, come usa ora, su facebook gli hashtag #lamiavespanonsitocca e #genovasu2ruote. Subito oltre ai genovesi anche vespisti in giro per l’Italia hanno condiviso per solidarietà.

vespaclublodi

Solidarietà da parte del Vespa Club Lodi

L’iniziativa ha interessato inizialmente le testate giornalistiche locali, ma dopo poco anche il Corriere della Sera si è interessato, dopo che è stato fatto notare che nel 1946 era stato l’imprenditore genovese Enrico Piaggio a volere la creazione di questo mezzo, di li a poco la notizia ha fatto il giro del mondo con articoli in Gran Bretagna, India, Spagna, Sud Africa, Belgio e tantissimi altri… sono stati contati oltre 70 articoli di testate estere. Anche alcune troup televisive estere sono state a Genova per raccontare questa storia.

stampa inglese

Testata giornalistica del Regno Unito

Fondalmentalmente ci si chiede perchè a Genova patria della Piaggio si vuole bloccare la circolazione alle Vespa che sono un icona italiana nel mondo?

Vespa per Genova dovrebbe essere motivo d’orgoglio e anzichè bandirne la circolazione dovrebbero mettere in risalto questo mezzo anche come attrazione turistica.

A Genova ci sono solo “Via Piaggio” e “Via della Vespa”. Quest’ultima quasi nessuno sa che esista e dove si trovi, è una piccola traversa di via Nizza.

Avremmo uno strumento enorme da sfruttare per accogliere ancora più turisti, magari dedicandole un monumento (come hanno fatto altre città) e un museo, ma Genova è la città in cui per far rivivere la Lanterna si deve dire grazie all’associazione di volontari “Giovani Urbanisti“. Nel caso di Vespa il Vespa Club Genova sta cercando di ricostruire la storia di questo mezzo nella nostra città.

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Un monumento alla Vespa a Pontedera (PI)